Property finder: cosa fa e cosa lo differenzia dall’agente immobiliare

Le risorse offerte dalla rete e in particolare dal mondo social stanno facendo evolvere alcune professioni ancora legate e schemi più tradizionali e a un rapporto diretto con la clientela. Il settore immobiliare è uno di questi e al suo interno da qualche anno stanno muovendo i passi nuovi tipi di professionalità, come quella del property finder, che partono da una preparazione comune a quella del classico agente immobiliare, approfondendo però aspetti legati in maniera stretta al social marketing, con un approccio più moderno teso a soddisfare le esigenze di una categoria di cliente che ha necessità di arrivare al risultato in maniera immediata servendosi dei consigli di un operatore ad hoc.
Vediamo cosa fa di preciso un property finder e che differenze ci sono con la figura dell’agente immobiliare.

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Chi è il property finder?

Chi si occupa di property finding è un professionista che ha il compito principale di trovare una soluzione logistica, da acquistare o da affittare, per un determinato cliente.
L’approdo di questo tipo di figura risale una trentina di anni fa, ma nel nostro paese ha cominciato a diffondersi in maniera più decisa solo dal 2018 in poi in seguito all’adozione di un provvedimento legislativo di origine comunitaria, teso ad ampliare le mansioni tradizionali dell’agente immobiliare.
Non è un caso se buona parte degli attuali property finder provengano da esperienze pregresse come mediatore immobiliare.  
Le differenze tra property finder e agente immobiliare riguardano sia il campo operativo, ma anche quello relativo alla tipologia del cliente e le esigenze da soddisfare.
Se un’agenzia si trova a portare avanti i suoi compiti di mediazione all’interno di un’offerta limitata al proprio portfolio, e curando di fatto in maniera imparziale, sia gli interessi del venditore che del compratore, il property finder ha la possibilità di ricercare immobili utilizzando qualsiasi risorsa possibile per assecondare la richiesta del compratore, che in fin dei conti fruisce di un servizio personalizzato per il quale pagherà una provvigione nel caso in cui la ricerca sortisca i risultati sperati.

Cosa fa un property finder?

Questa nuova figura professionale, come già anticipato, parte da conoscenze avanzate e specialistiche del mondo immobiliare a tutto tondo, ma soprattutto del contesto locale in cui opera, e ha ovviamente delle capacità specifiche che gli permettono di effettuare delle ricerche in maniera rapida e mirata.
Non avendo immobili da gestire come una normale agenzia, ha la possibilità di spaziare in fase di ricerca e può concentrarsi in maniera quasi esclusiva a reperire su soluzioni adatte alla soddisfazione della particolare richiesta effettuata dal cliente. Dovendo spesso muoversi su più fronti, è raro che un property finder scelga di portare avanti le istanze di un numero di clienti elevato, proprio per non incappare in ritardi che potrebbero pregiudicare il soddisfacimento degli incarichi pregressi.

Come diventare property finder

Partendo dalle stesse basi dell’agente immobiliare, il property finder dovrà in primo luogo ottenere l’abilitazione alla professione di mediatore immobiliare, seguendo gli step canonici previsti dalla legge, che partono dal corso di formazione e proseguono col superamento dell’esame e l’iscrizione al REA e al registro delle imprese.
Gli stessi requisiti morali e personali dell’agente devono essere presenti anche nel property finder che però dovrà orientarsi con sapienza all’interno dell’intero mercato immobiliare, facendo perno sulle proprie capacità di comunicazione per comprendere appieno cosa spinge quel determinato soggetto a richiedere una certa tipologia di soluzione, e sulle conoscenze – spesso molto specifiche – per assecondare le richieste di un tipo di clientela molto esigente.
La capacità di offrire un trattamento quanto più ampio e personalizzato è un’arma che può permettere sia di catturare l’attenzione del potenziale cliente, ma anche di creare quel rapporto di fiducia, essenziale durante la fase decisionale e di confronto, che consentirà di raggiungere il risultato in tempi ragionevolmente brevi.
Nella fase della negoziazione col venditore il property finder si atteggia come se l’acquisto fosse a titolo personale, facendo emergere solo ed esclusivamente l’interesse di chi gli ha affidato l’incarico.

Rivolgersi a un property finder: pro e contro

Non è raro che chi è alla ricerca di un immobile con particolari caratteristiche non abbia né il tempo né la voglia di cimentarsi in ricerche estenuanti, limitandosi alla proposta di una sola agenzia immobiliare. In questi casi, per raggiungere un certo risultato in tempi brevi, il compratore può optare per un professionista in grado di gestire la richiesta in modo personalizzato e attento in tutto l’iter che porta all’acquisto, partendo appunto dalla fase di ricerca, a quella dell’espletamento delle tante incombenze burocratiche previste nel nostro paese. E la possibilità di avere un sguardo d’insieme su tutto quello che il mercato immobiliare a livello locale ha da offrire, rappresenta una certezza maggiore di investire i propri soldi nel miglior modo possibile.L’unico aspetto negativo legato a questa professione è legato alla diffidenza che la stessa può causare soprattutto tra quelle parti con le quali il property finder troverà ad interfacciarsi, in primis proprio le agenzie immobiliari tradizionali. Ma essendo le ricerche ad ampio spettro, si avrà a che fare di volta in volta con privati, gestori d’aste, costruttori e altre figure che gravitano attorno al mondo immobiliare.
Col passare del tempo andrà sicuramente a crearsi un clima di maggior collaborazione tra attori del mercato, utile e proficuo per gli interessi di tutti.

Nuova professione, nuovi stimoli

Il passaggio dalle mansioni di agente immobiliare a quelle di property finder non è automatico né tantomeno obbligatorio. Tantissimi operatori immobiliari classici si sentono appagati dal lavoro che fanno da anni e non lo cambierebbero per niente al mondo.
Optare per un tipo di carriera diverso può offrire degli stimoli nuovi a chi vorrebbe provare qualcosa di nuovo e che ha il coraggio di puntare in un tipo di professione che possiamo definire ancora nuova, con tutto quello che ciò comporta, sia a livello di avanzamento di carriera che remunerativo.
Se si ha la voglia di creare un rapporto stretto col cliente, offrendogli un servizio di ricerca meticoloso e quanto più onnicomprensivo, allora questo nuovo ambito può seriamente diventare il trampolino di lancio per una nuova carriera piena di soddisfazioni.