Agente immobiliare in un appartamento con alcuni clienti

Mercato immobiliare, come ripartire dopo il Covid

Il 2020 è stato un anno difficile per il mercato immobiliare; l’emergenza sanitaria Covid-19, infatti, ha portato un ridimensionamento dei valori previsti, facendo chiudere quest’anno con delle stime nettamente minori rispetto a quanto preventivato. Da dove cominciare per far ripartire il mattone dopo la pandemia? Il digital events organizzato da PwC Italia “Italia 2021 – Competenze per riavviare il futuro” ha individuato dieci leve su cui puntare per far ripartire con successo il settore immobiliare.

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Il quadro attuale

L’emergenza sanitaria che ha contraddistinto il 2020 e il conseguente confinamento, hanno portato il mercato immobiliare a una perdita di volumi consistente, pari al -20% rispetto a un anno fa. Una percentuale in riduzione che si conferma la medesima anche per il segmento del real estate commerciale, cifra strettamente collegata anche a una minore presenza rispetto al passato di capitali d’investimento stranieri.

D’altronde quest’anno ha messo in luce una serie di cambiamenti profondi nella nostra vita quotidiana e lavorativa, con un maggior ricorso alla sfera digitale. Lo smart working ha portato ad una nuova concezione di vivere e lavorare, la didattica a distanza ha modificato anche le abitudini dei più giovani, tutte cose che influiscono notevolmente sull’ambiente domestico e professionale, con una revisione degli spazi legati allo svolgimento delle attività.

I principali asset per la ripartenza

Il settore immobiliare è determinante per l’economia del nostro paese, basti pensare che da solo rappresenta il 20% del PIL nazionale, pertanto si rivela fondamentale evidenziare delle leve che consentano di preparare il terreno per la ripartenza tempestiva di questo segmento di mercato. Come andare dunque avanti? A questo proposito si è espressa PwC, ecco i suggerimenti principali.

  • Rivedere l’uso degli spazi, in un’ottica di maggiore accoglienza e soprattutto flessibilità. Ciò potrebbe portare un alto numero di richieste di modifica di destinazione d’uso.
  • Il rapporto tra il proprietario e l’affittuario è destinato a cambiare, si dovranno prevedere delle misure che sostengano gli inquilini (cosa che non è stata fatta nel corso di questa emergenza) per ridurre il più possibile i casi di morosità.
  • Ecologia e sostenibilità saranno elementi al centro di progetti di rigenerazione urbana e ristrutturazione immobiliare, che potranno così creare spazi più funzionali e dell’animo green.
  • La sicurezza amministrative e le certezze da parte del Governo saranno essenziali per far tornare l’investimento di nuovi capitali, soprattutto stranieri, nel nostro paese.
  • Canali di finanziamento alternativi agli istituti bancari si andranno via via affermando, pertanto ci si dovrà attendere un aumento dei crediti deteriorati.
  • Le restrizioni negli spostamenti specialmente da altri paesi dovranno contare su una serie di semplificazioni burocratiche che consentano il riposizionamento di capitali stranieri sul nostro mercato.
  • Sarà indispensabile mettere a punto un piano di sviluppo di infrastrutture di trasporto digitali dal momento che le città saranno il vero motore della ripresa.
  • Il mercato immobiliare dovrà iniziare a guardare a nuove nicchie sulle quali investire che nel corso degli ultimi mesi hanno messo in luce la loro importanza, come strutture sanitarie, di assistenza sociale, co-working o co-housing.
  • Misurarsi con trasformazioni tecnologiche. Lo abbiamo capito già da qualche mese, il digitale e le nuove tecnologie sono diventate ormai imprescindibili in tutte le fasi di una compravendita. Puntare sul proptech sarà fondamentale per gli operatori del settore.
  • Promuovere obiettivi di sviluppo sostenibile sarà molto importante dal punto di vista di impatto sociale.

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