Coppia calcola le percentuali di provvigione per la vendita immobiliare

Quali sono le percentuali di provvigione per le vendite immobiliari nelle varie regioni d’Italia? E come si possono ridurre?

Prima di rivolgersi ad un’agenzia immobiliare per l’acquisto o la vendita di un immobile è sempre consigliabile chiarirsi le idee su quanto ci si ritroverà a pagare per il servizio in caso di buon esito delle trattative.

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Le provvigioni rappresentano il corrispettivo da pagare all’agente immobiliare per l’attività di mediazione posta in essere per mettere il contatto le parti e per agevolare il raggiungimento di un accordo.

Queste non scattano quindi con l’effettivo passaggio di proprietà dell’immobile, ma sono dovute già dalla nascita di un vincolo giuridico tra le parti, come ad esempio un contratto preliminare di vendita, noto anche come compromesso. Nel caso in cui l’affare non dovesse concretizzarsi, il compenso dovrà comunque essere riconosciuto all’agente.

La legge prevede che il pagamento delle provvigioni sia in capo ad entrambe le parti in egual misura, salvo accordi differenti tra le stesse. Non è raro che il venditore chieda di inserire delle clausole che prevedono che a pagare le commissioni d’agenzia sia in misura maggiore la parte acquirente.

L’ammontare viene calcolato in termini percentuali sul valore finale dell’affare, e varia da regione a regione, con oscillazioni anche tra territori provinciali e addirittura comunali, come nel caso delle grandi città metropolitane. 

Possiamo dire in linea generale che le percentuali relative alle provvigioni che spettano all’agenzia si attestano attorno al 2-4% + IVA, e sono sì una remunerazione per il lavoro di mediazione posto in essere, ma comprendono anche il rimborso dei costi sostenuti dall’agenzia a fini promozionali, e per tutte le altre attività strumentali che accompagnano la trattative sino alla conclusione dell’affare e alla stipulazione del compromesso.

Ecco nel dettaglio le percentuali delle provvigioni di agenzia immobiliare previste per regione:

  • Lombardia: 2-4%  applicato sia al compratore che al venditore. Nello specifico: 3%-4% in base al valore immobiliare a Milano e Como; 2% nelle province di Mantova, Brescia e Varese; 3% nelle province di Bergamo e Pavia; percentuale differenziata in funzione del prezzo di vendita nelle rimanenti zone. 
  • Piemonte: 2-3%  applicato anche qui ad entrambe le parti in quasi tutte le province, comprese Torino, Asti, Alessandria, Biella e Novara.
  • Valle D’Aosta:  circa l’1% sul prezzo della proposta accettata per chi compra e per chi vende; il 2% invece per chi vende e compra nelle principali città, da Aosta a Cogne a Courmayeur.
  • Liguria: 2-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, da Genova a San Remo a La Spezia e in gran parte della regione.
  • Trentino Alto Adige: 2% sul prezzo della proposta accettata per entrambe le parti a Trento, Bolzano, Rovereto e nel resto della regione.
  • Friuli Venezia Giulia: 2% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore nelle province di Udine e Pordenone, 3% invece in quella di Trieste.
  • Veneto:  2%-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, a Venezia, Verona, Padova e nella maggior parte della regione.
  • Emilia Romagna: 2%-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, a Bologna, Reggio Emilia e nella maggior parte della regione, con percentuali ridotte per l’acquirente nelle province di Modena e Piacenza. Percentuale differenziata in funzione del prezzo di vendita nella provincia di Parma.
  • Toscana: 2,5%- 3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, a Firenze, Siena, Livorno, Viareggio e nella maggior parte della regione.
  • Marche: 2% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, ad Ancona, Senigallia, Macerata e nella maggior parte della regione.
  • Lazio: 2%-4% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore e nella maggior parte della regione, 3%-4% in base al valore dell’immobile a Roma e provincia.
  • Abruzzo: 2,5-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore a Pescara e nel resto della regione.
  • Molise: 1%-2% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore a Campobasso, Isernia e negli altri comuni.
  • Basilicata: 1-2% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore a Potenza e negli altri comuni.
  • Campania: 1,5-2% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, a Napoli e nella maggior parte della regione. Percentuale differenziata in funzione del prezzo di vendita nella provincia di Salerno.
  • Puglia: 2-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore a Bari, Brindisi, Lecce e nella maggior parte della regione.
  • Calabria: 2%-3% sul prezzo della proposta accettata, su acquirente e venditore, in tutte le province da Corigliano Calabro a Catanzaro a Reggio Calabria.
  • Sicilia: 2-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore, a Palermo, Agrigento, Enna, Catania e nella maggior parte della regione.
  • Sardegna: 2-3% sul prezzo della proposta accettata, sia per l’acquirente che per il venditore da Olbia ad Oristano a Cagliari.

L’assenza di obblighi di legge per la determinazione del valore della provvigione

Un punto importante che spesso non viene tenuto presente riguarda l’assenza di previsioni normative che stabiliscano le percentuale delle commissioni d’agenzia per l’attività di mediazione.

Quindi, contrariamente a quanto si pensa, non esiste alcuna norma che fissi una provvigione “standard”, così come non esistono indicazioni utili per la determinazione della percentuale stessa.

Questo comporta che l’importo sarà stabilito tra agente e cliente, generalmente sulla base di un tariffario base fornito dal mediatore stesso, eventualmente rivisto in base al valore dell’immobile oggetto della trattativa e alla circostanza che questo si trovi in particolari zone particolarmente ambite e richieste, si pensi in tal senso alla città di Milano, dove la provvigione potrebbe arrivare a toccare il 6% + IVA.

Ad ogni modo, per avere la conferma delle indicazioni passate in rassegna qui sopra, o per verificare l’adeguatezza della richiesta dell’agenzia immobiliare, sempre meglio rivolgersi alla Camera di Commercio competente territorialmente per controllare le tariffe previste dagli usi locali.

Esistono alternative al pagamento delle provvigioni?

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