Studenti in affitto in un appartamento

Affittare casa agli studenti, come fare?

Decidere di affittare casa agli studenti è una scelta che va ben ponderata sotto diversi punti di vista, vediamo quindi insieme attraverso questa guida pratica come orientarsi nell’ambito dei contratti di locazione per questa categoria e quali sono le cose importanti da prendere in considerazione e da sapere quando si decide di percorrere questa strada, sciogliendo i principali dubbi.

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Il contratto, quali opzioni?

Affittare casa agli studenti prevede la stipula di un contratto di locazione specifico, e cioè il contratto transitorio a canone concordato per studenti fuori sede che ha una durata variabile da un minimo di sei mesi ad un massimo di 36 mesi, e la possibilità di essere rinnovato in modo automatico. In alternativa a questo contratto, il proprietario può comunque scegliere di affittare il proprio immobile a studenti anche con contratti liberi di 4+4, concordati a 3+2 oppure transitori della durata da 1 a 18 mesi. Altra cosa da valutare riguarda la scelta o meno del regime fiscale della cedolare secca, in questo caso infatti non ci saranno imposte da pagare, oppure se optare per il regime Irpef che invece prevede delle spese che saranno divise tra il proprietario e i conduttori.

Come fare se si affitta a più di uno studente?

Due sono le opzioni che il proprietario può considerare. La prima prevede di stipulare un singolo contratto per ciascuno studente, specificando la porzione di immobile affittata e le parti comuni. La seconda, più conveniente da un punto di vista logistico e di gestione, è quella di affittare l’intero immobile a tutti gli studenti, attraverso un unico contratto.

Si tratta di una scelta vantaggiosa per il proprietario in quanto se uno degli studenti dovesse andarsene sarà comunque possibile contare su un canone mensile fisso, e non variabile a seconda delle persone che occupano l’appartamento. Nel caso di subentro di un nuovo studente sarà sufficiente che le due parti sottoscrivano una scrittura privata in cui si impegnano reciprocamente a rispettare quanto stabilito nel contratto di locazione.

Questa operazione ha un costo che si aggira sui 67 euro e normalmente è una spesa che lo studente che lascia la casa e quello che subentra al suo posto possono dividere.

Proprietario e studenti, quali detrazioni?

Il proprietario che decide di optare per il contratto transitorio a canone concordato potrà contare sulla riduzione dell’aliquota della cedolare secca dal 20% al 10%, o in alternativa sulla detrazione Irpef in sede di dichiarazione del 33,5%. Le famiglie degli studenti fuori sede potranno detrarre il 19% delle spese di affitto dell’immobile se la locazione è a una distanza minima di 100 km dalla propria residenza, e se l’università che si frequenta si trova in una diversa provincia.

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